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18.5.08

PORTI IN BIANCO E NERO di CARLO DEDIDERI



Vernissage venerdì 23 maggio 2008 alle ore 18.00
In mostra fino a venerdì 27 giugno


Laboratorio Fotografico Corsetti
Via dei Piceni 5/7
Roma

Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi
(Marcel Proust)

Il porto è un'immagine carica di simbolismo e suggestioni. Trovarsi sulla punta del molo è un po' come trovarsi sul ponte della nave che s’allontana, ci si sente già altrove, lontani. Chi si gira verso la città retrostante la guarda con distacco e la meraviglia di quanto essa possa apparire ferma e silenziosa. Il porto è una frontiera, che ispira un senso di assenza rispetto alla vita ordinaria, un luogo ambiguo, affacciato su un mondo acquatico e selvaggio. A guardia di questo mondo altro è il faro, che accoglie le navi in arrivo con la sua luce da oltre duemila anni. Un artista sensibile e gentile come Carlo Desideri non poteva rimanere immune al fascino di questi luoghi sospesi e sfuggenti come porte sull'infinito.
Le immagini della mostra sono state scattate tra il 2005 e il 2008 in grandi porti come Palermo, Civitavecchia e, in particolare, Napoli; in porti medi e piccoli come Fiumicino, Formia e Ventotene.
Un’istallazione luminosa e sonora realizzata per la mostra da Johannes Dimpflmeier accompagna i visitatori nella loro passeggiata virtuale al porto.

Carlo Desideri è nato e vive a Roma. Ha cominciato a fotografare da giovanissimo i paesaggi con persone, sempre prediligendo il bianco e nero. Ha fotografato anche a colori per la danza e per il teatro. Un suo portfolio è stato pubblicato nel 2005 sulla rivista Gente di Fotografia. Sue mostre personali sono state inserite all’interno delle manifestazioni: Fotoleggendo (Roma, 2006); L’arte del sole (Palermo, 2006); Festival Nutrimenti (Terni, 2007). Tre sue immagini sono state selezionate per un’esposizione presso il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma nel 2007 e fanno attualmente parte del patrimonio del Museo. Ha pubblicato il libro Riva (Polyorama Edizioni, 2007), con un testo introduttivo di Silvio Perrella: un viaggio fotografico fatto con lentezza e disincanto lungo le coste dalla Toscana alla Sicilia.
Attualmente sta lavorando alla realizzazione del libro L’anima sulla strada, dedicato ai luoghi della memoria lungo le strade e nella campagna della provincia di Reggio Calabria. Dedica la sua attività di ricercatore in gran parte alla tutela dell’ambiente e del paesaggio. Ha scritto in particolare di conservazione della natura e parchi naturali, di inquinamento dell’aria, di emergenze ambientali.

Johannes Dimpflmeier, nato a Roma da genitori tedeschi, ha studiato design ed elettronica. E’ un artista eclettico che lavora con materiali naturali e con il computer, crea sculture cinetiche di grandi e piccole dimensioni, luminose e sonore, costruisce strumenti musicali innovativi, compone suoni e musica. Ha esposto sue opere a Roma, Firenze, L’Aquila, Sorano, Siegen, Oslo, Berna e altre città italiane ed europee. Vive a Tuscania dove ha il proprio studio laboratorio.

Il Laboratorio Fotografico Corsetti rappresenta la naturale prosecuzione del Laboratorio Fotografico Bassi e Corsetti, fondato nel 1971, che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per i professionisti italiani e stranieri. Il laboratorio è anche uno spazio espositivo e polifunzionale dove vecchie e nuove generazioni della fotografia possono incontrarsi e confrontarsi con workshop, mostre, e conferenze.

CONTATTI
Laboratorio Fotografico Corsetti
Tel 06 64503493
info@corsettilab.com
www.corsettilab.com

Orari: lunedì - venerdì 9.00 – 19.00
Ingresso libero

Ufficio Stampa
Karin Giacalone
karin.giacalone@libero.it

17.3.08

Silvio Perrella introduce Riva di Carlo Desideri



RIVA

Le coste, il mare, il tempo. Ecco i temi visibili e invisibili di queste fotografie di Carlo Desideri. C’è un andare nella sua ricerca; un andare che ama sostare davanti alla distesa liquida dell’orizzonte.
Spiagge, scogliere, frangiflutti, strade ferrate, treni, passanti, vuoto e silenzio, tutto rigorosamente in bianco e nero. Ecco cosa si guarda, quando si guardano queste foto. Il fotografo non alza la voce, niente sociologismi né invettive. Piuttosto uno scrutare discreto e cocciuto. Una pazienza che sa aspettare il momento buono, il passare della nuvolaglia, l’avvicinarsi delle persone nello spazio che diventa un grumo nero dinanzi al mare sgombro.
Allo scrutatore fotografico importa, sì, che il paesaggio respiri e che gli occhi non affoghino nel déjà vu, e allo stesso tempo le sue attenzioni sono tutte concentrate sulla lontananza del mare, sul possibile paragone tra mare e mare, tra riva e riva, tra costa e costa.
Il suo è anche un catalogo delle possibilità visive del Sud. Non sempre riconosco i luoghi che raffigurano queste fotografie, ma di ogni scatto conosco l’atmosfera. E c’è un’immagine in cui compare il pontile di Torregaveta simile a una freccia lanciata verso la scattante e appuntita sagoma di Ischia, che mi sembra di riconoscere come “mia”, e davvero non ricordavo la presenza ritmata dei lampioni, soprattutto del primo, con la sua ombra stampata sul cemento, né quell’uomo in calzoncini che alza un braccio al cielo e – chissà – magari sono io qualche anno fa.
Fa capolino, tra gli scatti, anche la città in cui vivo – Napoli – e c’è posto per le sue coste, per le isole galleggianti là di fronte, per una via Caracciolo corrusca, per l’area flegrea, per il litorale che si spinge fino a Salerno.
Sono luoghi che ho provato a descrivere con le parole e che mi tornano dinanzi agli occhi in queste fotografie di Desideri.
Mi sembra di nuovo di essere sul treno per il Cilento, di guardare fuori dal finestrino, di essere ripreso dalla frenesia dello sguardo, di volere essere con gli occhi sia a sinistra verso il vulcano che non parla da decenni, sia a destra verso il mare che la strada ferrata ha separato dalla terraferma, con quei lidi malinconici e solitari, con le improvvise ville vesuviane, con il lasciarsi alle spalle le stazioni di Pompei e dopo Castellamare, con l’inoltrasi nel buio delle gallerie e sbucare nella campagna di Nocera e Cava dei Tirreni.
Desideri raffredda la sua materia, le toglie i colori, la immerge nelle molte sfumature del grigio, a volte mi fa pensare al Wim Wenders che fotografa l’America più remota e solitaria, fermandosi sulle scritte insidiate dal tempo, di cui rimane qualche frammento.
Frontalità, pacatezza, pazienza, collezionismo: ecco gli aggettivi che mi vengono in mente davanti a queste immagini, a questa ricerca sui mari e le coste del nostro Sud.
Li segno qui, questi aggettivi, sperando che accompagnino il lettore-guardatore nell’andare che Desideri gli suggerisce.

Silvio Perrella

RIVA
di Carlo Desideri
POLYORAMA Edizioni
info su Gente di Fotografia