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6.6.09

Storture - Ugo Capolupo

Allo Studio D77 fotografi si inaugura la mostra di Ugo Capolupo, Storture. 50 ritratti grotteschi di altrettanti personaggi napoletani. Il vernissage della mostra è previsto il 9 giugno alle 19 presso lo studio d77 a via duomo 77 Napoli. Tra i personaggi immortalati dall'obiettivo grandangolare dell'artista ci troviamo i protagonisti di gomorra, il produttore de il divo e tanti attori ed intellettuali del panorama artistico napoletano.

27.5.09

MOTUS, wathever we are..

Antonello Matarazzo è un interprete sensibile della contemporaneità, di cui sa cogliere, con le innovazioni della sua ricerca, gli aspetti più singolari. La tecnica, ma anche la capacità di guardare oltre il dato sensibile, di fermare le immagini, le movenze, le pose, esprimono la sua personalità, ma anche una visione del mondo, di cui vuole rendere testimonianza, per comunicare il disagio, le discrasie, le ansie, le tendenze, i desideri, i “lati oscuri” della storia individuale o collettiva. Nel cinema, come nella pittura, nell’installazione, la scelta della sua rappresentazione artistica coincide con l’essenza del messaggio, che varca il senso del tempo, per annullare il presente, facendo quasi presagire, come conseguenza logica, le circostanze future, stantibus sic rebus, partendo, appunto da ciò che “è” , che esiste oggi. Il suo patrimonio interiore, la sua vis espressiva si sono giovati del continuo confronto con le potenzialità dei mezzi mediatici, per realizzare opere che nascono per lasciare un segno, un’orma, una traccia, grazie alla pulsione vitale “catturata” e riproposta con una chiave di lettura assolutamente libera dagli schemi formali. Da viaggiatore, ha saputo integrare le tradizioni, la storia, gli archetipi dei popoli, da uomo e da artista ha saputo leggere i silenzi, le apparenti contraddizioni, ricercandone le ragioni profonde, attraversandole con la forza del suo linguaggio che indaga la questione dell’identità, come testimonia il suo ultimo lavoro che presenterà, a partire dal 4 Giugno, a Molino Stucky nell’ambito di Dètournement Venise 2009, evento collaterale alla 53. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia: “MOTUS, wathever we are...”
Stefania Marotti

MOTUS, wathever we are...
Molino Stucky Hilton
Venezia (Giudecca)
Periodo: 4 giugno - 22 Novembre 2009
Inaugurazione: Giovedì 4 Giugno, ore 16.00

23.4.09

Luciano D’Alessandro Fotografie

Luciano D’Alessandro Fotografie 1952-2002Museo di Capodimonte, Napoliinaugurazionevenerdì 24 aprile 2009 - ore 11Venerdì 24 aprile 2009, alle ore 11,
nel Museo di Capodimonte verrà inaugurata la mostra Luciano D’Alessandro. Fotografie 1952-2002.La mostra del noto fotografo napoletano nasce dalla volontà di presentare una sintesi del suo riccoiter creativo e di far conoscere alle generazioni più giovani le sue pregnanti testimonianze raccoltenel mondo, preziosi strumenti per rintracciare il filo della storia tra passato e presente.L’iniziativa, promossa dagli Incontri Internazionali d’Arte, in collaborazione con SoprintendenzaSpeciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città diNapol, è diventata un progetto itinerante che, dopo la sua prima tappa all’Accademia di Francia -Villa Medici a Roma nel 2006 e in seguito al Museu Histórico Nacional di Rio de Janeiro nel 2007,approda oggi nella città d’origine di Luciano D’Alessandro.LA MOSTRAL’esposizione presenta una selezione di 91 fotografie in bianco e nero, del formato di cm 30x40,che documentano diversi momenti dell’attività fotogiornalistica di Luciano D’Alessandro tra il 1952 eil 2002. Il tema della condizione umana rimane sempre al centro della ricerca del fotografo, con unaparticolare attenzione rivolta all’indagine dei temi sociali.“E’ dal 1952” - scrive Nicola Spinosa, Soprintendente del Polo museale di Napoli - che l’artistas’interroga, con occhio lucido e cuore partecipe, sulla realtà che lo circonda: e sono interrogativirivolti, con la medesima serietà, ai luoghi anche più lontani – e, tuttavia, avvicinati da uno stessodestino – del nostro tormentato pianeta. Ed è sempre dallo stesso anno che queste domandeassumono quella pregnanza estetica che, in ampiezza e varietà, può cogliersi in questa sua mostra‘itinerante’, con tappa di rilievo, oggi, nel Museo di Capodimonte: un museo celebre per le sueantiche e prestigiose collezioni d’arte medievale e moderna, ma che da tempo ha riservato i proprispazi anche al confronto dialettico, o meglio, alla producente ‘contaminazione’ fenomenica tratestimonianze del passato e presenze contemporanee, quindi alla stessa fotografia, intesaunitariamente, nelle sue pur molteplici e articolate espressioni recenti, quale concreta esperienzaesistenziale e autonoma forma d’arte”.L’ARTISTALuciano D’Alessandro, giornalista fotografo, è nato a Napoli nel 1933. Dal 1952 ha intrapreso lastrada del fotogiornalismo, collaborando con le maggiori testate nazionali e internazionali, tra lequali L’Espresso, Time, Il Mondo di Pannunzio, Life, Stern, L’Europeo, il Corriere della Sera, DailyTelegraph, Die Zeit, Le Monde, Rinascita, L’Unità.Oltre ad un’intensa attività espositiva internazionale, ha pubblicato numerosi libri fotografici tra cui sisegnalano “Gli esclusi” (Milano 1969), “Vedi Napoli” (Genova 1974), “Dentro le case” (Milano 1978),“Dentro il Lavoro” (Milano 1979), “Tra la mia gente” (Bari 1981), “Vivere Capri” (Napoli 1986). Suinvito di Romeo Martinez ha pubblicato una sua monografia nella collana “I Grandi Fotografi”, editada Fabbri Editori.È autore di numerose campagne fotografiche che lo hanno impegnato lungamente in Francia, negliStati Uniti, a Cuba, in Russia e in Italia.Le sue fotografie sono presenti nelle collezioni di fondazioni, istituzioni e musei italiani e stranieri,tra cui il Museo d’Arte Moderna di New York, la Biblioteca Nazionale di Parigi, la Galleria Nazionaledelle Arti Estetiche della Repubblica Popolare Cinese a Pechino, la Biblioteca Nazionale di Napoli,l’Archivio della Comunicazione Visiva dell’Università di Parma, il Dipartimento di Documentazionedella Cultura Audiovisiva dell’Università di Puebla in Messico, la Maison Européennes de laPhotographie di Parigi, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, il Museo dellaFotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (Milano).Il catalogo della mostra bilingue in italiano e francese, con un testo critico di Achille Bonito Oliva,edito da Peliti Associati nel 2006, per questa occasione è accompagnato da una presentazione diNicola Spinosa.
INFORMAZIONIMuseo di CapodimonteVia Miano, 2 – Napolihttp://www.museo-capodimonte.it/Periodo della mostra24 aprile-4 giugno 2009Apertura della mostraTutti i giorni dalle 14.30 alle 19.30. Chiuso mercoledì.
Ingresso:€7,50La biglietteria chiude alle ore 18.00Ufficio stampa:Incontri Internazionali d’arte, Sara Paulucci tel. 06 68804009 fax 06 68803993;e-mail incarte@tin.itSoprintendenza, Simona Golia tel. 081 2294478 fax 081 2294498;e-mail polomusna.uffstampa@arti.beniculturali.itCivita, Barbara Izzo tel. 06 692050220 e-mail izzo@civita.it

12.4.09

Di Scena

Di scena è il titolo della mostra fotografica di fabio esposito, un dei fotografi di napoli più conosciuto proprio nel settore sella fotografia di teatro. La mostra che si terrà al penguin cafè, a via S. Lucia a Napoli, vedrà esposte le foto degli spettacoli di Toni Servillo, Licia Maglietta, Andrea Renzi, Francesco Saponaro e altri registi e attori. 12 scatti ricchi di intensità che mostrano il modo di raccontare il teatro attraverso gli occhi di un fotografo,

info e contatti:
penguin cafè
Telefono: 390817646815
E-mail: info@pengiuncafe.it

23.9.08

Aimone Sambuy


Giuseppe Mannajuolo
in collaborazione con la galleria

Antonia Jannone
disegni di Architettura
C.so Garibaldi 125-20121-Milano

Al Blu di Prussia
giovedì 2 ottobre
ore 18.30
all'inaugurazione della mostra di
Aimone Sambuy
dal titolo
“APERLAY”


info:02 29 00 29 30 fax:02 65 55 628

Aimone Sambuy
Nato a Torino nel 1951, vive e lavora a Milano. Il 1978 fu la data della sua prima esposizione a Roma; da allora ha esposto in numerose collettive e non solo in città italiane; ultime mostre personali a Milano, Roma, Torino e Genova: Ossido di Ferro, Cantieri, Amate Sponde, Babele, Che ci incanta e ci perde.
Il prossimo 2 ottobre Aimone Sambuy “approderà” a Napoli, dove sarà ospite per la prima volta “Al Blu di Prussia” per presentare i suoi dipinti olio su tela, da “Aperlay”, titolo della mostra.
L'amore per il mare e per tutto cio' che lo vive e lo circonda, fanno di Sambuy un Conrad della pittura; un fotografo speciale per le sue rappresentazioni iper realistiche di navi nel letargo delle banchine sempre deserte, con il lavoro frenetico che accompagna le giornate in porto stranamente assente, paesaggi un po' malinconici sullo sfondo di una nave in partenza, forme chiare e ferme, come la tonalità del colore utilizzato, accompagnate, talvolta, da segni da pochi comprensibili. Un contesto statico, abbandonato dall’uomo che esprime la profonda solitudine che pervade la “poetica” dell’artista.
La nave che “nel suo divenire, da oggetto si trasforma nel simbolo della storia dell’uomo sul mare”(Nicola Costa) carica di uomini o di cose ritratta nel momento di approdo in luoghi che ansiosamente l’hanno attesa; ed il pesce, reso allegro dalla vivacità dei colori degli sfondi e rappresentato quasi sempre con la testa rivolta a sinistra, sono i temi ricorrenti affrontati dall’artista proposti come protagonisti della sua esposizione napoletana.
Aperlay è la meta di approdo dopo un lungo viaggio su una nave durante il quale l’artista rivive la sua infanzia, la sua maturità e di nuovo la sua infanzia nel ricordo di pesci dalle “pinne e occhi d’argento sgranati e lucidi”; la sua vita è un viaggio continuo alla scoperta di diverse realtà di cui descrive paesaggi, racconta sensazioni, parla di animali, persone, cita luoghi.
“Tutto quanto ricordava a stento era successo prima di arrivare ad Aperlay, dove si è stabilito in fondo alla baia nella casa sull’acqua. Dicono allevi certe conchiglie speciali, che ridotte in polvere e bollite per dieci giorni, forniscono porpora per tingere il mantello dell’imperatore, dipinge dei pescetti che la sera si frigge, beve caffé corretto all’anice secca, parla coi muri e riceve posta da Bisanzio”.

18.5.08

PORTI IN BIANCO E NERO di CARLO DEDIDERI



Vernissage venerdì 23 maggio 2008 alle ore 18.00
In mostra fino a venerdì 27 giugno


Laboratorio Fotografico Corsetti
Via dei Piceni 5/7
Roma

Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi
(Marcel Proust)

Il porto è un'immagine carica di simbolismo e suggestioni. Trovarsi sulla punta del molo è un po' come trovarsi sul ponte della nave che s’allontana, ci si sente già altrove, lontani. Chi si gira verso la città retrostante la guarda con distacco e la meraviglia di quanto essa possa apparire ferma e silenziosa. Il porto è una frontiera, che ispira un senso di assenza rispetto alla vita ordinaria, un luogo ambiguo, affacciato su un mondo acquatico e selvaggio. A guardia di questo mondo altro è il faro, che accoglie le navi in arrivo con la sua luce da oltre duemila anni. Un artista sensibile e gentile come Carlo Desideri non poteva rimanere immune al fascino di questi luoghi sospesi e sfuggenti come porte sull'infinito.
Le immagini della mostra sono state scattate tra il 2005 e il 2008 in grandi porti come Palermo, Civitavecchia e, in particolare, Napoli; in porti medi e piccoli come Fiumicino, Formia e Ventotene.
Un’istallazione luminosa e sonora realizzata per la mostra da Johannes Dimpflmeier accompagna i visitatori nella loro passeggiata virtuale al porto.

Carlo Desideri è nato e vive a Roma. Ha cominciato a fotografare da giovanissimo i paesaggi con persone, sempre prediligendo il bianco e nero. Ha fotografato anche a colori per la danza e per il teatro. Un suo portfolio è stato pubblicato nel 2005 sulla rivista Gente di Fotografia. Sue mostre personali sono state inserite all’interno delle manifestazioni: Fotoleggendo (Roma, 2006); L’arte del sole (Palermo, 2006); Festival Nutrimenti (Terni, 2007). Tre sue immagini sono state selezionate per un’esposizione presso il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma nel 2007 e fanno attualmente parte del patrimonio del Museo. Ha pubblicato il libro Riva (Polyorama Edizioni, 2007), con un testo introduttivo di Silvio Perrella: un viaggio fotografico fatto con lentezza e disincanto lungo le coste dalla Toscana alla Sicilia.
Attualmente sta lavorando alla realizzazione del libro L’anima sulla strada, dedicato ai luoghi della memoria lungo le strade e nella campagna della provincia di Reggio Calabria. Dedica la sua attività di ricercatore in gran parte alla tutela dell’ambiente e del paesaggio. Ha scritto in particolare di conservazione della natura e parchi naturali, di inquinamento dell’aria, di emergenze ambientali.

Johannes Dimpflmeier, nato a Roma da genitori tedeschi, ha studiato design ed elettronica. E’ un artista eclettico che lavora con materiali naturali e con il computer, crea sculture cinetiche di grandi e piccole dimensioni, luminose e sonore, costruisce strumenti musicali innovativi, compone suoni e musica. Ha esposto sue opere a Roma, Firenze, L’Aquila, Sorano, Siegen, Oslo, Berna e altre città italiane ed europee. Vive a Tuscania dove ha il proprio studio laboratorio.

Il Laboratorio Fotografico Corsetti rappresenta la naturale prosecuzione del Laboratorio Fotografico Bassi e Corsetti, fondato nel 1971, che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per i professionisti italiani e stranieri. Il laboratorio è anche uno spazio espositivo e polifunzionale dove vecchie e nuove generazioni della fotografia possono incontrarsi e confrontarsi con workshop, mostre, e conferenze.

CONTATTI
Laboratorio Fotografico Corsetti
Tel 06 64503493
info@corsettilab.com
www.corsettilab.com

Orari: lunedì - venerdì 9.00 – 19.00
Ingresso libero

Ufficio Stampa
Karin Giacalone
karin.giacalone@libero.it